Il Pluffista

Racconti, fotografie, proposte di Carlo Cimarelli

Chi è il pluffista???

Colui che decide , per un momento ,per qualche ora, per un po\' , di mandare a quel paese la realtà del presente e rifugiarsi sulla punta di un molo , …..reale o virtuale …., con una manciata di sassolini , ….reali o virtuali …., sedersi lì e piano piano ….ad uno ad uno …. farli cadere e riuscire a sentire il PLUFF che provocano entrando nell\'acqua …..reale o virtuale …..(continua)

Archive for the ‘ACCADDE CHE…..’ Category

ACCADDE CHE ………………Scarpi

Posted by carcima On gennaio - 5 - 2013

E una notte la incontrai . O almeno una parvenza di lei , visto che lei non c’era più da due anni . Bighellonavo in pineta , portando a spasso il mio disagio , e non c’era verso che mi venisse sonno . Mi sedetti   a contemplare il silenzio  e la vidi , sul vialetto , grigia ,la punta delle zampine bianca, come fossero scarpine . Veniva verso me ! Scarpi ! Sei tu !  Salì sulla panchina , accettò la mia mano su di sé, ronfando . Stette un po’ seduta , poi saltò giù e si allontanò , tenendo  la coda ritta . Piansi .  Sommessamente . Pluff ….plufff!!! …….pluffffff!!!!

Accadde che ……..il ballo

Posted by carcima On dicembre - 25 - 2012

Finalmente stasera avrei ballato con lei !    Arrivò, bella e sorridente ,  e la musica   già partiva . Le cinsi la vita e la sentii aderire a me . Le note di “Island”  ci avvolsero complici e io la stringevo di più ;  sentivo il suo respiro caldo , il suo profumo eccitante , il suo seno sodo , le sue cosce aderenti alle mie . Le comunicavo il mio desiderio di amarla e sarebbe stata mia ! Una mano mi toccò la spalla :” Carlo, vai a dormire sul letto , che qui sul divano ti prende freddo !”

Accadde che …….la siepe

Posted by carcima On dicembre - 3 - 2012

Stanotte lo avrebbe fatto!  Più niente o nessuno poteva fermarla ; era  decisa  e procedeva spedita attraverso il campo  immerso nell’oscurità di un cielo coperto di nuvole grosse e basse . Chissà, forse più tardi sarebbe anche piovuto , ma ora aveva tutto il tempo per portare a termine la sua missione e ritornare a casa senza che nessuno si accorgesse di nulla .  Ormai la siepe che delimitava il confine del campo era in vista e tra pochi minuti l’avrebbe raggiunta .  E l’avrebbe fatto! Sua madre le aveva  sempre proibito di spingersi  fin laggiù e le aveva  intimato di non oltrepassare mai quella siepe , che al di là c’erano mostri giganteschi  che si diceva si materializzassero dal nulla e non lasciavano scampo . Una delle tante storie inventate  dagli anziani per spaventare i più giovani e tenerli più a lungo possibile  attorno casa ! Ma lei aveva cominciato a sentire una specie di richiamo provenire da laggiù , ed era diventato sempre più insistente , fino a che aveva preso la decisione : avrebbe disobbedito a sua madre , ma doveva raggiungere il confine del campo e  oltrepassare quella siepe e fare un giretto di là , quanto bastava per dimostrare  l’inconsistenza di  quelle favole . Sarebbe tornata e non avrebbe rivelato a nessuno la sua impresa , si sarebbe tenuta la verità tutta per sé , e avrebbe riso in segreto quando avesse ascoltato di nuovo la storiella dei mostri ! Stava pensando ancora a sua madre , quando si accorse di avere l ‘alta siepe proprio davanti a sé . Con la sua agilità giovanile fu facile superarla , e in un attimo si trovò al di là . L’oscurità della notte adesso non era più di aiuto e lei non riusciva a vedere che poco distante .  Guardò a destra e poi a sinistra . Era tutto immobile , e quel che riusciva a vedere era  terreno liscio , quasi levigato , di colore scuro e attraversato  un po’ più in là da una striscia bianca , che come una lunga serpe correva parallela alla siepe.  Avanzò ancora un poco e sentì che l’emozione la stava assalendo ;   si accorse di desiderare di tornare indietro , di non essere mai venuta lì , ma fu solo il vacillare di un momento . L’attimo dopo , di nuovo  rincuorata dalla immobilità della notte , riprese coraggio e decise di arrivare alla striscia bianca , per esaminarla da vicino .  Se avesse saputo fischiettare l’avrebbe fatto , per dimostrare la propria sicurezza , e ormai certa di essere assolutamente sola , decise di percorrere un breve tratto di quel terreno così strano ,  seguendo per un po’ il serpente bianco . Quella linea , della quale non scorgeva né da dove venisse né dove arrivasse , costituiva però quasi un elemento di conforto , un riferimento visivo nel buio  e ad essa si abbandonò tranquilla ; ancora un poco e poi sarebbe tornata indietro . Si accorse del mostro quando ormai era troppo tardi ! Le arrivò alle spalle , e quando lei ne sentì il ruggito agghiacciante e si voltò , rimase paralizzata dal suo sguardo abbagliante ; tentò  con un balzo  di saltare via , ma lui le era ormai addosso . Riuscì soltanto a uscire dal fascio di luce accecante e l’ultima cosa che vide fu  l’immagine di sé stessa riflessa sulla pelle del mostro , nel  disperato tentativo di scappare, e si vide bella , innegabilmente bella , inutilmente bella ……

L’uomo  , alla guida dell’autotreno ,  seguiva stancamente quella linea bianca sull’ asfalto illuminata dai fari e pensava a casa , a sua moglie , a sua figlia , che crescendo si faceva sempre più disubbidiente , e a quanto  era ormai difficile inventare nuove favole per spaventarla e tenerla in casa e …… si accorse della farfalla che si  era spiaccicata sul vetro davanti a sé  , azionò il tergicristallo , e la lavò via ……………pluff! ……………plufff!!! …….. plufffff!!!!!! 

Accadde che …….l’ Orto Botanico

Posted by carcima On ottobre - 28 - 2012

Accadde che ……in occasione del decimo anniversario di matrimonio , mia moglie volesse tornare in Sicilia .  Dato che la visita di dieci anni prima mi aveva molto soddisfatto , aderii con piacere alla richiesta, ponendo però una condizione : che stavolta arrivassimo fino a Palermo , che mi interessava vedere la città e soprattutto desideravo visitare il famoso Orto Botanico . Raggiunto l’accordo , cominciai a raccogliere documentazione in proposito  e quando partimmo ero ben informato sui dove , quando , come e perché . Tralascio i particolari del resto del viaggio e soggiorno , e vado immediatamente al dunque. Essendoci in città difficoltà di sistemazione alberghiera che rispondesse ai criteri di buon livello di  servizio e moderato costo , optammo per una sistemazione più che decorosa a Monreale , a pochi chilometri da Palermo . Primo giorno : visita alla città , molto bella ! Secondo giorno :  Orto Botanico !  Tale era l’ansia di poter vedere tutto , che eravamo davanti ai cancelli che erano ancora serrati ! Ovviamente fummo i primi visitatori della giornata e , fatti i biglietti, ci avviammo decisamente lungo i viali , mia moglie con la guida in mano e io con macchina fotografica alla ricerca di interessanti inquadrature .  Dopo pochi minuti arrivammo in una specie di spiazzo , occupato al centro da una grossa vasca circolare divisa in settori da cordoli che dal centro si dipartono a raggiera verso il bordo che si trova a livello del  terreno , e negli spazi così delimitati prosperano diversi tipi di piante acquatiche , in un’acqua leggermente stagnante e anche non troppo odorosa (se qualcuno vuole togliersi lo sfizio , va sul sito web dell’Orto e trova subito la vasca di cui parliamo) .

Appena entrati nello spiazzo mia moglie fu subito presa dallo spettacolo delle tante piante che emergevano da quella vasca e si inoltrò in quella direzione . Sul margine opposto dello spiazzo , intento a rastrellare un’aiola e raccogliere foglie , operava un inserviente della struttura , che ci fece un cenno di saluto e riprese il suo lavoro . Nel frattempo la mia attenzione venne attratta da un bellissimo ficus , dalle radici suggestive e contorte , e mi apprestai a  scattare un po’ di foto , dando le spalle alla vasca . Avevo appena fatto un paio di scatti che sento levarsi la voce imperiosa dell’inserviente , nel grido “ Non  lì, signoraaaaaa …che è visc….” La frase fu interrotta da un leggero quanto subdolo suissssccccccc  ,  da un accenno di urletto  di voce femminile , e da un terrificante rumore di carni spiaccicate sul  bagnato !  Mi voltai di scatto e vidi mia moglie , o quello che restava di individuabile di lei , cavalcioni su uno dei raggi di collegamento , con la gonna alla vita . le gambe , scoperte fino alle cosce , immerse dentro la vasca , e con le braccia che ruotavano vorticosamente alla disperata ricerca di un appoggio asciutto al quale aggrapparsi per tirarsi su …..tentativi che miseramente fallivano nel contatto coi  bordi viscidi del cordolo,  con conseguente continua  perdita di presa  e nuovo inesorabile   tonfo di natiche sul muretto …… sia che provasse in avanti , sia che tentasse all’indietro , il risultato era sempre drammaticamente lo stesso , e il solo risultato che otteneva era inzaccherarsi sempre più nell’acqua melmosa della vasca che tra l’altro così inopinatamente e ripetutamente agitata lasciava affiorare corpi di difficile identificazione ma di indubitabile atroce pestilenza !  Fortunatamente impiegai qualche attimo prima di trovare la forza di reagire , in quanto appena giunto sul bordo-vasca , venni affiancato e superato dall’inserviente , che ordinandomi di non muovermi , altrimenti avrebbe dovuto tirarne fuori due , si inoltrò con passo cauto ma esperto lungo il cordolo e , dotato di stivali di massima aderenza , raggiunse mia moglie alle spalle e nella impossibilità di rimetterla in piedi , la afferrò per le ascelle e , robusto qual’era , la trascinò lungo il cordolo  a mò di sacco di letame  , e in verità in quel momento la mia signora  ci somigliava parecchio , sia per la perdita di ogni grazia nell’aspetto , sia per  l’aroma delizioso che  spandeva nell’aria .  Tiratala fuori e rimessa a malapena in piedi , il brav’uomo si sincerò che fosse ancora intera e avutene rassicurazioni , non ebbe neanche il coraggio di redarguirla per quella azione sconsiderata di incamminarsi verso il centro della vasca  , ma vista la mia macchina fotografica , forse per alleggerire lo stato di tensione determinatosi ,  si lasciò andare in una battuta storica :” forse se vuole farsi fare una foto è meglio che si ricomponga un po’ “ ….. vidi una luce strana negli occhi della signora , e per un attimo temetti per la incolumità del brav’uomo , poi però fu risucchiata dal suo stato di assoluta  indecenza , e vidi che stava per piangere . La  condizione nella quale si trovava era la seguente: scarpa persa per sempre  nei liquami della vasca   , gambe  che meglio evitare di descrivere in cosa si erano trasformate ,  gonna da rossa diventata marrone –verdastra  e corredata da numerosi ricordi di dubbia natura ,  maglioncino legato in vita diventato ammasso informe  di cotone misto ad alghe e putridume , perfino gli slip erano più lerci di uno straccio da officina meccanica  , camicetta bianca nella quale il candore era ormai un irrecuperabile ricordo , e capelli diventati un ammasso arruffato e appiccicaticcio , costellato qua e là da fili vegetali e grumi melmosi  …..fradicia dai piedi al capo e impregnata di odore nauseabondo . Ringraziai più volte il buon salvatore  e prendemmo congedo . Sorreggendola per la vita , svoltammo l’angolo dell’edificio in fondo e lì , subito , la signora prese la prima drastica decisone : via gli slip,   diventati veicolo di pericolosi attacchi batterici ! Svoltato il secondo angolo e avviati verso l’uscita ,  la seconda decisione : volo nel bidone della spazzatura  per  l’ex- maglioncino di ex- cotone . Raggiunta l’auto , terza decisione:    a finire nella spazzatura fu la volta della scarpa residua , ormai diventata più simile a una zattera che ad una calzatura.  Misi  sul suo sedile un asciugamano isolante , e partimmo a velocità sostenuta alla volta di Monreale . Il breve tragitto si rivelò fin troppo lungo , afflitto com’era da quel puzzo che diventava sempre più stagnante a mano che le parti bagnate si venivano  essiccando ;  per sentire il meno possibile il contatto sulla pelle mia moglie si teneva la gonna leggermente sollevata sulle gambe e io ebbi la brillante idea di confortarla con un paio di carezze su quelle cosce tornite . Ritrassi la mano , inorridito !  La sostanza  nella quale erano state immerse si era asciugata e rappresa , e aveva creato una patina squamosa e  ruvida , che per un attimo pensai ad una mutazione iguanesca  . Ma il massimo fu quando arrivammo all’albergo e  ci toccò l’attraversamento della hall : lo effettuammo nel modo più rapido possibile , ma la signora della reception alzò lo sguardo e inorridì   alla vista di mia moglie , scalza , inzaccherata , scarmigliata e soprattutto , puzzolente come se l’avessi prelevata da uno dei banchi della Vucciria . Salutammo con  un cenno di sorriso e ci accorgemmo che la signora era ormai andata in apnea e stava perdendo conoscenza .  Credo che la scia di putrefazione sia rimasta per giorni lì dentro ! Una volta in camera  tutti gli indumenti  residui finirono nel cesto della spazzatura. Una lunga , rigenerante , purificante doccia calda per riacquistare connotati umani   e poi , rifatte le valigie , giù , a chiedere il conto alla  esterrefatta signora , ancora rimbambita dalla pestilenza , e via veloci , da Palermo e dall’inesplorato Orto Botanico ! ….pluff!…..plufff!…..plufffff!

Accadde che …………il fantasma

Posted by carcima On ottobre - 11 - 2012

Accadde che …….fosse una di quelle serate estive che non si sa cosa fare , che vorresti essere con la tua ragazza , ma non ce l’hai ; che vorresti andare a fare un giro in auto , ma non ce l’hai ; che vorresti magari spendere qualche soldo , ma non ce l’hai .E allora? Beh , allora ,  in tre amici stavamo  passeggiando per le vie del quartiere , ingannando il tempo con i soliti pettegolezzi  e le solite battutacce da osteria . E così camminando con passo lentissimo , ad un certo punto arrivammo sotto una casina in costruzione : una normale palazzina a due piani  della quale era stato realizzato  l’involucro , ma mancavano ancora tutte le finiture , infissi compresi .  Ci fermammo a guardare quella specie di grossa scatola in mattoni e cemento , e soprattutto quelle aperture buie che sembravano nascondere chissà quale mistero . E Paolo disse :“Immaginate se adesso da uno di quei vani bui si affacciasse un fantasma …..”  Ridemmo e riprendemmo il passo lento ; ma nel frattempo mi si era messa in moto la macchina dell’eterno goliarda , e stava accelerando sempre più . Giunti in fondo alla via , il piano era già a puntino e lo sottoposi agli amici : e se lo facessimo apparire noi  , il fantasma?  Basterebbe rimediare un lenzuolo ,  scavalchiamo la recinzione , io mi metto il lenzuolo e voi appostati uno per piano , mi guidate nelle apparizioni , in modo che posso spostarmi  senza correre il rischio di inciampare e farmi male !  Nino , sempre pronto alla burla , aderì subito con grande entusiasmo alla proposta e dato che abitava lì vicino si offrì per rimediare il lenzuolo . Paolo si adeguò al progetto e da buon futuro ingegnere,  sottolineò che era necessario però prevedere una via di fuga e senza lasciare tracce , mostrando così buon senso pratico e salvandoci l’incolumità , senza saperlo !

Preso il lenzuolo , tornammo sul cantiere e  scavalcammo la recinzione . Una volta all’interno constatammo che da dentro era molto più complicato operare lo scavalco e richiedeva tempi troppo lunghi per un’eventuale fuga. Allora , usando un sbarra in ferro lì disponibile    schiodammo un asse in basso del cancello di ingresso che avevano realizzato i muratori , ma facendo attenzione a  lasciare in posizione i lunghi chiodi e rimettendolo al suo posto in modo che chi fosse passato di lì , non si accorgesse di nulla . Che era vero che la strada dalla quale si accedeva  alla casa era una stradina interna e transitata praticamente solo dai residenti  , ma non si sa mai!  Dopo di che entrammo nella casa e salimmo : Paolo si fermò al primo piano e noi due salimmo al secondo;  e ci appostammo  a lato della apertura grande che doveva diventare la porta-finestra che dava sul balcone , del quale esisteva la “soletta” in cemento e nient’altro !  Ed era gemella dell’altra corrispondente al piano di sotto . Queste aperture davano dalla parte opposta a quella da dove eravamo entrati noi  , e guardavano su una strada sempre interna e secondaria , ma di maggior transito , in quanto a una distanza di un centinaio di metri si trovava il bar –ritrovo di gran parte dei nullafacenti  del quartiere . Ora ci eravamo appena appostati che uscì dal portone di casa , proprio di fianco a noi , un ragazzino tredicenne ,   fratello di un altro nostro amico , che  stava stazionando proprio al bar .  Quale preda migliore ? Immediatamente Nino mi coprì col lenzuolo e mi guidò sulla soglia dell’apertura e lì lanciai il mio  “buahhhhhh” terrificante , agitando il drappo bianco . Il ragazzino per  qualche secondo restò paralizzato dal terrore , poi partì a razzo e sparì .  Non ne potevamo più dal ridere e il silenzio della sera ci portava le grida del ragazzino mentre arrivava  al bar e percepivamo la concitazione che si stava creando laggiù . Poi un po’ di voci cominciarono ad avvicinarsi ed evidentemente qualcuno voleva venire a  dimostrare che il ragazzino aveva avuto le traveggole . E infatti si sentiva una voce più grossa delle altre declamare :” Ma che fantasma e fantasma ! I fantasmi non esistono ! Avrai visto un barbagianni che spaventato è volato via ! Poi la paura ti ha giocato uno scherzo ! Vieni che ti faccio vedere che non c’è nessun fantasma! “  E infatti vedemmo costui alla testa di tre o quattro “coraggiosi” , tra i quali il ragazzino , svoltare in fondo e venire verso la casa . Da sotto Paolo scongiurava  sottovoce : “ Venite via!” , ma io e Nino ci scambiammo un gesto di intesa , lui mi ributtò sopra il lenzuolo e io mi affacciai dall’antro buio e “buahhhhhhh!”  …… Il ciccione spavaldo cacciò una bestemmia :” Porc…… c’è davvero !” , il ragazzino si volatilizzò assieme ad un altro , e gli altri ebbero uno sbandamento di coraggio . Mi ritirai e tirato su il lenzuolo , ci precipitammo giù dalle scale , raggiungemmo Paolo all’apertura di sotto e rimessomi il lenzuolo , mi riaffaccciai da lì e “buahhhhhhh”   “ Porc……(un altra) non è possibile …un secondo fa era di sopra …adesso è di sotto ….” E preso un sasso da terra  il ciccione lo scagliò ; ma lo scuro e l’emozione non favorivano la mira e , per  mia fortuna , il sasso finì lontano , ma lui  convinto della sua mano ferma “ E l’ ho preso! Son sicuro di averlo colpito! Ma come non lo avessi sfiorato ! Gli è passato attraverso !!!! “   E noi , riparati dietro la parete , a metterci le mani sulla bocca per non ridere . Un’altra corsa di sopra , un altro “buahhhh” , ma  intanto ne erano arrivati una decina , e a qualcuno venne in mente di proporre di passare di dietro , dall’area del distributore di carburante che confinava con la casa , in modo che se c’è qualcuno che fa il furbo , gli tagliamo la strada …..Via veloci ! A capofitto giù dalle scale , svelti fuori , Paolo tolse l’asse schiodato  , passammo sotto tutti e tre e dopo aver rimesso accuratamente a posto l’asse , via , di là della strada , e attraverso un cancelletto amico, saltammo dalla parte opposta , verso i giardinetti , e nascosto il lenzuolo sotto una siepe , facemmo il giro dell’isolato e tornammo tranquilli passeggiando sulla via  della casa , la quale nel frattempo si era animata di  una decina di presenze minacciose , che dopo aver scavalcato la recinzione , giravano  sopra e sotto , con pile e bastoni , alla ricerca del “fantasma” o di “chi per lui” . Ci sedemmo sul muretto a osservare tanta animazione , e  chiamato il fratello del ragazzino , che era tra gli esagitati , chiedemmo conto dell’accadimento , con la più colossale faccia tosta che mai si sarebbe vista per decenni a venire !  E ci disse che qualche “buontempone” si era finto “fantasma” e aveva terrorizzato suo fratello , che non si riusciva a farlo tornare in sé , e che  probabilmente se l’era svignata in tempo , che se gli capitava a tiro gli avrebbe “ripassato” un po’ di impianto osseo : ed era tipo da prendere sul serio .  Nino sentenziò che davvero c’erano dei bei str…. In giro , che spaventare così un ragazzino era proprio da delinquenti  , e io aggiunsi che  solo a  un deficiente poteva   venire in mente di divertirsi in quel modo cretino , oltretutto violando una proprietà , e c’erano gli estremi per sporgere denuncia contro ignoti  ( a quel tempo studiavo “diritto privato”) . Vabbè , se avessimo visto in giro qualche movimento strano , li avremmo avvertiti ,  e riprendemmo la nostra passeggiata  , canticchiando per evitare di sbracarci in quella risata che ci attanagliava alla gola . Tornammo ai giardinetti e lì ci sfogammo , anche tirando un bel respiro di sollievo per  la predisposizione e il tempismo della fuga . Recuperammo il lenzuolo e ci impegnammo al silenzio . Il giorno successivo al mare non si parlava d’altro e venimmo a sapere che il ragazzino era andato a dormire dalla zia e non voleva saperne di tornare a casa , e fu così per una settimana , e comunque fino a che la casa non fu terminata, non volle più uscire la sera . Il fratello raccontava al bar che il ragazzino si appostava dietro le tendine della finestra della cucina e spiava per intere mezz’ore quegli occhi bui della casa di fronte . Ma il fantasma non apparve mai più !    pluff! …plufff! ……..plufffff!

ACCADDE CHE ……… la palla n. 8

Posted by carcima On settembre - 27 - 2012

Accadde che ….  mi si fosse spezzato il ciondolo che teneva insieme le chiavi di casa e annesse , e trovandomi in un distributore di carburante , ho visto all’esterno una  di quelle colonnine   nelle quali inserisci una moneta e ti viene giù una sferetta con un portachiavi dentro .  Non essendo in condizione di sceglierne uno di mio gradimento , misi dentro la moneta e girai la manovella . Mi scese un ciondolo con una palla da biliardo : e , guarda caso, proprio quella nera contrassegnata dal numero 8 , palla cruciale nel gioco della carambola . Mi piace … lo tengo!  E così quel portachiavi mi ha accompagnato per mesi . Finché un giorno , in casa,  sono andato per prendere le chiavi sul mobiletto , e inavvertitamente la sferetta si è incastrata tra il bordo e il muro , ho tirato e il sostegno si è spezzato.  La sferetta nera è rotolata in terra e subito la gatta di casa se n’è impossessata , e con rilanci e inseguimenti , salti e rincorse ,  se l’è portata via . Amen!  Avevo fretta e non sono certo stato lì a tentare di recuperare la sferetta . Avrei  comprato un altro portachiavi e per quello , beh , buon divertimento alla gatta! Sono passati giorni e non ho più ripensato alla sferetta sparita .  

Essendo estate , una sera avevamo una decina di amici a cena , all’aperto , che abbiamo un bel giardino e con un gazebo  davvero  invitante .  Allora ci si raduna a volte da me e si sta a cena insieme , che dà gusto! E quella sera , spaghetti  allo scoglio , con  sughetto misto-mare , con cozze,vongole,gamberetti, moscardini, crostacei e molluschi vari . Una prelibatezza ! Mia moglie ci lavorava attorno dal mattino e dalla cucina arrivava un profumino che bisognava tenere lontani i commensali  con sedia e frusta , come i leoni al circo . Intanto noi ci davamo da fare per apparecchiare la tavola , e  l’ ansia di appagarsi con un bel piatto di spaghetti  stava diventando incontenibile .  Finalmente mia moglie mi chiama per scolare la pasta . Via , tutti ai propri posti e forchette in resta!  Vado in cucina , scolo la pasta , la riverso in una grande terrina , e  mia moglie versa sopra quel ben di Dio e con un paio di forchette comincia con abilità consumata a girare e condire .  Poi afferra la terrina e, mentre io sciacquo lo scolapasta lei si avvia baldanzosa verso l’esterno , già pregustando l’applauso comune .  Dalla cucina sento  un “ no Lizzy !!!”  , e subito dopo uno “swissshhhh” , e  un urlo , secco , lacerante  ……. una frazione di secondo nella quale il mondo si ferma , come attonito , a scongiurare l’inevitabile …… un tonfo  e uno scroscio di indubbia provenienza , accompagnati da un “eeeehhhhh”  uscito contemporaneamente da una decina di bocche spalancate e incredule di fronte a un incubo fattosi realtà .

Di slancio mi affaccio sulla veranda e la scena che vedo è la seguente :  mia moglie seduta a pavimento , in lacrime , intenta a togliersi di dosso spaghetti e molluschi vari ….  davanti a lei  , quel che resta di una terrina andata in cento pezzi  , e attorno  , per un raggio di un metro ,  tutto il chilo e mezzo di spaghetti con annesso condimento .  E più in là , tra vongole e gamberetti , la sferetta  nera col numero 8 ! Evidentemente ritrovata  da Lizzy   sotto qualche mobile e  riutilizzata per il suo gioco preferito , ma nel momento in assoluto meno opportuno .  Inutile dire come è proseguita e terminata la serata  , essendo questo particolare ininfluente ai fini del risvolto filosofico derivante dalla vicenda :   il legame ineluttabile tra la rottura di un portachiavi ed una tragedia culinaria  sta a dimostrare  , se ce ne fosse ancora bisogno , la  imponderabilità  e soprattutto la  preoccupante  sproporzione del rapporto causa – effetto   . Pluff….plufff …..plufffffff !

Accadde che ……… il ballo in maschera

Posted by carcima On aprile - 16 - 2012

Accadde che ……. quell’anno  la nostra amica Lorena  , fissatissima per andare a ballare ,  cominciò  già dalle Feste Natalizie a romperci con la richiesta di farla contenta ,  una volta che fosse una  , e in occasione del prossimo Carnevale , organizzare tutta la compagnia una serata al ballo !  Ora ,  come immagino in gran parte delle  comitive di  trentenni  già ben avviati verso i quaranta , il ballo viene considerato dalla componente femminile una piacevole occasione per  una serata di trucco, eleganza e lustrini ; una parentesi romantica nel  tran tran quotidiano , nella quale lasciarsi andare un po’ , e abbandonarsi tra le braccia forti (!) del partner , e magari riandare con i ricordi alle serate magiche di 15-20 anni addietro , quando un giro di ballo a volte equivaleva ad una dichiarazione d’amore!  Per  la componente maschile invece , di solito , il ballo viene vissuto come una pratica stancante , un sacrificio immane nel mettersi dentro vestiti sempre troppo stretti , colletti sempre troppo soffocanti ,  scarpe sempre troppo scivolose ; insomma un inutile tentativo di resuscitare sensazioni ormai morte e sepolte , intendendo noi maschietti il ballo esclusivamente  come  veicolo  per stringere una donna  e comunicarle , senza parole, quanto ci “acchiappa” un contatto fisico con lei !  Quindi una pratica  molto in auge tra i 17 e i 29 , anzi , decisamente ricercata …..ma che poi , se si tratta di applicarla nei 35-40 e con la propria moglie , ci sa di ridicolo  e ci fa vergognare un po’ !  Però , sta di fatto che trattandosi di richiesta “una tantum” , e pressati da un po’ tutta la componente femminile della compagnia , che nel frattempo si era lasciata coinvolgere dall’entusiasmo della suddetta ,  la maggior parte di noi alla fine cedette e pur di non sentirla più le affidammo il mandato di organizzare lei data, posto e modalità di questa stracciapalle  di serata , che la facessimo finita e non se ne  parlasse più per i successivi 20 anni ! 

La settimana successiva  arrivò raggiante , con tanto di dépliant in mano : allora ragazzi , ho deciso  : il sabato di Carnevale al  “ Piccolo Ranch”  , veglione in MASCHERA!!!!!!   Le donne saltarono sulle sedie dall’entusiasmo …..negli uomini prese campo il panico più atroce! Non solo il ballo …..che già ci sottoponeva a un colossale rischio “figuraccia” , ma addirittura mascherati …. Ognuno in cuor suo già pensava a quale malattia potesse farsi venire , per evitare tale gogna …..e fu allora che io , proprio io , in uno dei rari momenti di capacità di volgere le situazioni in positivo , lasciai stupiti tutti i presenti , affermando con entusiasmo : “bellissimo! Mascherati mi piace ! almeno non ci obbliga a tirar fuori il vestito del matrimonio , che col cavolo che ci stiamo dentro! E poi quale occasione migliore per spanzarci dalle risate?” …Il ragionamento fece breccia negli animi atterriti e cominciarono i primi cedimenti , e i mugugni e le ansie lasciarono pian piano il posto allle elucubrazioni di ciascuno sul come mascherarsi …. Ma su tutto cadde nel gruppo la domanda clou “ sì , ma chi convincerà Sandrino? “  Sì perché Sandro Ciometti ,  quella sera assente ,  è uomo  che fa del vivere entro le “righe” il suo vangelo , e il suo “aplomb” è ormai proverbiale , dentro e fuori il gruppo ;  pertanto se non avevamo dubbio che la moglie sarebbe riuscita a convincerlo a venire a ballare , nessuno si sentiva di scommettere un cent sul fatto che avrebbe consentito anche a mascherarsi …… niente di più lontano dal suo stile “inglese” …. Vabbè  dai , quando saremo lì , almeno un cappellino colorato lo accetterà ….

Quindi tutti ad organizzarsi , trucchi e maschere , e il fatidico sabato sera appuntamento  alle 22 da Lorena …..eravamo già tutti lì e impazzava  il divertimento  nello sfottersi a vicenda per la ridicolaggine dei mascheramenti …..quando suonò il campanello e aperta la porta , ci trovammo davanti  un perfetto Zorro  , compiuto da capo a piedi , con tanto di  cappello a falda tonda , mantello nero , spada alla cintola, mascherina agli occhi e baffetti nerissimi : Sandrino!  Alla nostra incredulità , mista a smarrimento , nel timore che un amico fosse partito di testa , rispose con la sua classica flemma  ” perché quando si fa una cosa , va fatta per bene …. e poi , messo così , chi mi riconosce?” . Ne convenimmo , apprezzammo la sua logica inoppugnabile, e partimmo   , carichi di allegria.

Arrivati sul posto e apprestandoci ad entrare , trovammo un primo inciampo all’ingresso : lì c’erano due “furboni” che strappavano il biglietto e che ci dissero che con la maschera sul viso non si poteva entrare , perché la Questura (!)  per motivi di sicurezza aveva chiesto che le persone fossero riconoscibili in viso …… Ebbene sì , così va questo Paese ! Non si può impedire ad una non meglio identificata “musulmana” di indossare il “chador” , perché  se ne ledono i diritti individuali , ma se si organizza una festa in maschera non ci si può mascherare il volto per ragioni di sicurezza !  Dopo la nostra minaccia di andarcene , riavendo indietro i soldi , ovviamente , finalmente abbiamo “patteggiato” che ci tenevamo le maschere e lasciavamo in deposito i documenti di identità ! Ci vuole poi molto? Ma si sa che l’intelligenza non si compra al mercato come i mandarini !  La seconda contrarietà la subimmo quando , una volta entrati , ci rendemmo conto che in maschera eravamo noi e sì e no un’altra ventina di persone su circa trecento che penso fossero lì dentro !

Ma la terza e definitiva mazzata , fu quando ,fatti pochi passi all’interno della sala , per andare a raggiungere la nostra postazione , ci si pararono davanti  due autoctoni , paffutoni e ponazzi , allegrotti anzichenò , che dopo averci detto “bravi! Che belli! Che buffi! “ squadrarono il Zorro , che si teneva indietro , semicoperto , guardingo ….. e uno dei due spalancò il sorriso , rivelando l’assenza  ingiustificata di almeno 5-6 denti , e emanando una zaffata di birra esclamò , forte, “ Giumetto!  Ancò  tu qui? Te sì  ‘mmattitu?”  

Sandrino , colto da sconforto , tolse mascherina , cappello , mantello e spada , e gettò tutto sulla sedia più lontana …..piano piano ognuno di noi venne liberandosi degli apparati più ingombranti dei rispettivi mascheramenti …..la musica faceva schifo e la pista da ballo era ingombra di porcherie che sembrava di ballare in un campo arato …. Su tutto stagnava un’aria che sapeva di fumo (ancora non era proibito!) , di sudori , di grappa di pessima qualità ……dopo poco più di un’ora alcuni di noi (me compreso) cominciarono a sbuffare e rendere evidente la sormontante rottura di  palle ….. al che finalmente anche le più fervide sostenitrici si arresero all’evidenza , Lorena compresa , e ce ne andammo !

Mai più , da allora, qualcuno si sognò di proporre una serata al ballo , in maschera o senza , per tutta la comitiva!   Pluff!…..pluffff! ….. pluffffff!!!!!  

Accadde che …….. al disco-pub

Posted by carcima On marzo - 26 - 2012

Accadde che …..  a quel  tempo  il tipo di lavoro che facevo , richiedeva la partecipazioni a diverse riunioni  e assemblee , le quali il più delle volte si svolgevano di sera  e terminavano quasi sempre oltre la mezzanotte , per cui , una volta finite , si poneva il problema di andare a fare uno spuntino rigeneratore .

Ora a queste riunioni , noi della Struttura Centrale  partecipavamo quasi sempre in due , e non perché , come si diceva per i Carabinieri , uno legge e uno scrive , ma perché  quasi sempre accanto ad un rappresentante della Dirigenza  occorreva la presenza anche di un cosiddetto “Quadro Tecnico” , cioè uno che , alle “belle parole” aggiungesse dati , numeri , tabelle ….

La serata più ambita per partecipare a questi incontri  era il venerdì , che poi si andava in qualche locale (solitamente un pub , o disco-pub ) a mangiare qualcosa , a bere qualcos’altro ma soprattutto a “lumare” le pupe che appunto il venerdì sciamano in grande quantità fuori casa , e mentre il sabato  sera di solito è dedicato al ragazzo (per chi ce l’ha…)  il venerdì è invece preferito   per le uscite con le amiche , a sbevazzarsi un paio di bicchieri (“ senza la sorveglianza di quel rompic… del mio ragazzo , che lui si può tracannare l’impossibile e a me mi tocca sì e no un “ginfizz” che mi fa anche schifo …..) e soprattutto  a “lumare” i pupi , che per converso sapendo di questa abitudine femminile , e tra l’altro liberi dall’assillo della propria ragazza ( per chi ce l’ha…) , sciamano anch’essi  verso gli stessi lidi , ma tra maschietti …..per cui non è neanche remota la possibilità che qualcuno incontri il proprio/a  partner nello stesso posto , magari mentre appunto ci sta provando con qualcun’altra /o !

Uno di questi  venerdì ero in coppia con Gianni , uno dei “tecnici” da me preferiti , in quanto  praticamente single ,  dall’aspetto da bel tenebroso , dagli atteggiamenti eleganti , e dalla battuta facile …. il che lo rendeva estremamente adatto all’”acchiappo”  e io mi accontentavo , stando al suo fianco , di fargli da spalla e in caso appunto di abbordaggio , di intrattenere l’amica dell ‘ “acchiappata” . Dunque quel venerdì , a fine riunione , mi dice “ Carlo , andiamo al “Piccadilly” che lì ci aspetta “Bronx” che deve dirmi una cosa importante” ……    Ora c’è da dire che costui , il cui vero nome è Sergio , è un gran bel ragazzo , di aspetto piacente e di impatto notevole (ricorda Il paul Newman degli anni d’oro) ,  ma purtroppo ostacolato nei rapporti interpersonali  da una notevole scontrosità , condita oltretutto da un linguaggio estremamente “diretto”   , da cui quel soprannome  totalmente azzeccato!  Conoscendo il suo livello problematico nell’ imbastire rapporti improntati alla civile convivenza con l’altro sesso , mi sono detto che la serata sarebbe stata difficile , ma mi sono adeguato con rassegnazione , dal momento  che avevamo come sempre una sola auto e quindi eravamo comunque  legati per il ritorno a  casa .

Arriviamo così al “Piccadilly” , appunto una “disco-pub”  , abbastanza elegante e non frequentata dai “cagiaroni”  under20 , dove si manda della buona musica non invadente e costituita da due saloni : da una parte  la sala bar con tavolinetti e divanetti , dove si può anche scambiare quattro chiacchiere ….. e , di là , oltre  una grossa tenda rossa , c’è una pista da ballo circolare , con attorno ancora divanetti e puff, dove gli amanti dell’esibizione corporea  riprendono fiato tra un esercizio e l’atro .  Inoltre il locale ha due pregi : una scelta di  una decina di qualità di birre alla spina , tutte peraltro ottime ,  e la presenza dietro il bancone di  un barman simpaticissimo , grande intenditore di musica e di tutto ciò che sia liquido da trangugiare,  e di un paio di “cameriere” ventenni tutte da vedere , abbigliate con top scollatissimi e gonnellini mozzafiato , che quando ti portano la roba al tavolo , e si chinano per posarla …..beh , se sei  sul davanti rischi l’arresto cardiaco…. e se sei alle loro spalle  rischi l’arresto giudiziario su due piedi  ….. Bronx è già lì   , seduto al banco  e anche noi prendiamo posto sugli sgabelloni   , come si addice agli habitués,  che alternano battute con il barman a occhiate palesemente ammiccanti in sala …..e così facciamo noi . E fin da subito , mentre loro due si mettono a parlare fitto , io adocchio un trio di squinzie , che occupano un paio di divanetti  a metà sala , a 7-8 metri da noi , con davanti tre alti calici di birra e piattini di snacks vari , e intente alle confidenze private ma attente a  presenze e movimenti attorno .  Mi rigiro sul bancone a prendere la mia “rossa”  e ammicco a Gianni  , facendo segno di prestare attenzione al centro-sala ….lui si volta e continuando a parlare , prende atto , si rigira e mi fa l’occhiolino  e alzando le tre dita della mano , indica il dito al centro attribuendolo a sé:  il maledetto ha già ipotecato la più carina ….ma per me è ok ….”ubi maior, minor cessat” …… Le tre , certamente non delle sprovvedute , si sono subito rese conto di essere state inquadrate da dei “gentlemen” trentenni , piacerecci , gaudenti, e dotati di giusta esperienza   e capacità di farle divertire …… Dopo una ventina di minuti passati da entrambi gli schieramenti  in un logorante ammicco , mi distolgo , riammicco , sorrisino , mi volto dall’altra parte , poi risorrido , e guardo attraverso il bicchiere , e parlo all’orecchio della vicina , e riammicco , e mi fingo sdegnata , e intanto metto bene in vista le cosce scoperte , e scuoto i capelli e risorrido ……..dopo questo lungo travaglio di mosse e contromosse  ,  d’improvviso si alza , proprio lei , quella di centro , biondina e carinissima , e tenendo il bicchiere in mano , per darsi sicurezza e baldanzosità , ancheggia verso di noi , e aprendo il più seducente dei sorrisi , si rivolge a Sergio  proponendogli  un “ mi faresti ballare?”  ……..lui , il Bronx fatto persona , appoggiati   i gomiti all’indietro  sul bancone, la squadra da capo a piedi , e soffermandosi un po’ di più ad altezza polmonare , con assoluta non-chalance risponde :” dolcezza …. che ballare e ballare …. qui trent’anni  abbiamo  e  scopare bisogna ! …”   Lei  è rimasta qualche secondo , immobile , come facesse fatica a realizzare , per un attimo ho temuto che avrebbe scaraventato il bicchiere su quella faccia di bronzo , invece ho visto comparire una smorfia sull’angolo delle labbra , credo volesse piangere , ha spostato lo sguardo prima su Gianni , che si è accasciato sul bancone , scosso dai sussulti delle risa , poi su di me , che ho fatto spallucce , come a dire “scusami se siamo qui con un DEFICIENTE!”  ….si è voltata , ha riraggiunto le amichette sorridenti ed emozionate che non avevano capito niente  e speravano già in una serata simpatica e senza implicazioni impegnative , le ha rapidamente ragguagliate e invitatele ad alzarsi , sono andate via , quasi di corsa , senza neanche degnarci di uno sguardo , di una  smorfia , di un vaffan ……

Ci siamo rigirati tutti e tre verso il bancone , ognuno ha ripreso la sua birra , e della cosa non si è parlato più …..ma certamente quella è stata la mia ultima serata in un locale pubblico in compagnia del Bronx ! …..pluff….plufff…..plufffffff…..

accadde che ….le figurine

Posted by carcima On gennaio - 24 - 2012

 Era il 1971 …eravamo all’Università ….parola grossa! ….e ci pareva di essere “classe dirigente” ….in realtà eravamo dei ragazzotti illusi e speranzosi , che si misuravano con problemi e situazioni molto più grandi di noi ….ma a noi piaceva far finta di capire e  di apparire parte fondamentale nel panorama politico e sociale , nazionale e addirittura internazionale ……..ma spesso il tutto si risolveva in qualche occupazione di Facoltà (ne riparleremo) e in qualche scontro,a volte finto …a volte purtroppo tremendamente vero, tra “rossi” e “neri”  ….(anche di questo ne riparleremo)

 Insomma si viveva di pane e politica , e tutto il quotidiano veniva affrontato e commentato con analisi sapienti sulla funzione del capitalismo e sull’ansia libertaria del proletariato …….quando all’improvviso , in un giorno di inizio primavera apparve nelle edicole una pubblicazione dalla copertina arancione , con un titolo che riprendeva quello di una rivista di fumetti e cultura varia che allora era di casa nel mondo universitario :LINUS  ….e in copertina il più famoso “bracchetto” del mondo dei fumetti richiamava l’attenzione ……la casa editrice Milano Libri lanciava così una proposta che in molti definirono “suicida” e “anacronistica” : una raccolta di figurine relativa appunto ai personaggi dei Peanuts … (chi non conosce Charlie Brown, Linus, Lucy , Snoopy e gli altri ? …….accadde che …..quel che accadde fu inaspettato e per certi versi ancor oggi incomprensibile ….quell’album dalla copertina arancione in pochi giorni andò esaurito e le bustine di figurine gli edicolanti non facevano a tempo a ordinarle che erano già vendute …….e in pochi giorni , in poche settimane , il mondo universitario fu sconvolto dalla insana passione dello scambio delle figurine ….e vedevi noi ragazzotti dai lunghi capeli e dalle barbe folte , eskimo addosso e Gauloise al labbro (o Esportazioni senza filtro , per i più inguaribilmente protezionisti) , che facevano colazione con “pane e Marx” (i rossi) o con “brioche e Evola” (i neri) , con sottobraccio l’ultima copia dei “quaderni piacentini” (i rossi) e de “il borghese”(i neri) , per l’appunto , li vedevi fermarsi per strada , ed estrarre dalla tasca della “divisa” il proprio pacchetto di figurine , i famigerati “doppioni”, e proporre all’incontrato di turno , scambi frenetici , alla pari o al multiplo , a seconda della rarità della figurina cercata o proposta ……quei cattivoni urlanti e minacciosi , intransigenti e capiscioni , si trasformavano in supplicanti agnellini , prede della febbre da figurina , disposti pressoché a tutto pur di ottenere il pezzo mancante ….….una “suicida” proposta editoriale divenne un fatto di costume , gli Atenei divennero templi dello scambio, un album di figurine sconvolse gli equilibri (o gli squilibri) socio-economici della “futura classe dirigente del Paese” …….chi l’avrebbe mai detto? ….caro il grande , bellissimo, insostituibile, irragiungibile Album delle figurine di Linus ! ……io ce l’ho …..completo …con perfino le “segrete” ……ma a quel tempo non ci riuscii …non andai oltre la metà o giù di lì ……l’ho trovato , splendido e come nuovo , su eBay qualche anno fa ……e non rivelo quanto l’ho pagato!!!!!! …..plufff……plufff…..pluffffffff…….

il pluffista

Posted by carcima On dicembre - 13 - 2011

 Chi è "il pluffista"?

Colui che decide , per un momento ,per qualche ora, per un po' , di mandare a quel paese   la realtà del presente e rifugiarsi sulla punta di un molo , …..reale o virtuale …., con una manciata di sassolini , ….reali o virtuali …., sedersi lì e piano piano ….ad uno ad uno …. farli cadere e riuscire a sentire il  PLUFF che provocano entrando nell'acqua …..reale o virtuale …..

Si tratta di una proposta semiseria, quasi una provocazione , tendente ad affermare la voglia di RALLENTARE ……rallentare i tempi delle proprie azioni , delle proprie decisioni, attuando il principio sacrosanto : " evita di fare oggi quello che puoi  fare domani …..o forse dopodomani ……o forse anche MAI!"

Attenzione! Non è un invito al disimpegno totale , al rifiuto dei riferimenti sociali e civili ; ma si tratta di una risposta , anche un po' burlona , alla esigenza di riappropiarsi di tempi finora malamente destinati alle frenesie , spesso inutili, degli stili di vita imposti dal mondo della competiziione e del consumo …….

Questo sito è dedicato a quanti desiderano riappropiarsi di quei tempi ….o di parte di essi …e decidono di mettere a disposizione le proprie esperienze di "PLUFFISMO" (per coloro che già lo praticassero , anche sotto  altre "vesti" ) o di comunicare il proprio desderio di "PLUFFISMO" (per coloro che vorrebbero provarci )….