Il Pluffista

Racconti, fotografie, proposte di Carlo Cimarelli

Chi è il pluffista???

Colui che decide , per un momento ,per qualche ora, per un po\' , di mandare a quel paese la realtà del presente e rifugiarsi sulla punta di un molo , …..reale o virtuale …., con una manciata di sassolini , ….reali o virtuali …., sedersi lì e piano piano ….ad uno ad uno …. farli cadere e riuscire a sentire il PLUFF che provocano entrando nell\'acqua …..reale o virtuale …..(continua)

Accadde che …….. al disco-pub

Scritto da carcima il 26 marzo 2012

Accadde che …..  a quel  tempo  il tipo di lavoro che facevo , richiedeva la partecipazioni a diverse riunioni  e assemblee , le quali il più delle volte si svolgevano di sera  e terminavano quasi sempre oltre la mezzanotte , per cui , una volta finite , si poneva il problema di andare a fare uno spuntino rigeneratore .

Ora a queste riunioni , noi della Struttura Centrale  partecipavamo quasi sempre in due , e non perché , come si diceva per i Carabinieri , uno legge e uno scrive , ma perché  quasi sempre accanto ad un rappresentante della Dirigenza  occorreva la presenza anche di un cosiddetto “Quadro Tecnico” , cioè uno che , alle “belle parole” aggiungesse dati , numeri , tabelle ….

La serata più ambita per partecipare a questi incontri  era il venerdì , che poi si andava in qualche locale (solitamente un pub , o disco-pub ) a mangiare qualcosa , a bere qualcos’altro ma soprattutto a “lumare” le pupe che appunto il venerdì sciamano in grande quantità fuori casa , e mentre il sabato  sera di solito è dedicato al ragazzo (per chi ce l’ha…)  il venerdì è invece preferito   per le uscite con le amiche , a sbevazzarsi un paio di bicchieri (“ senza la sorveglianza di quel rompic… del mio ragazzo , che lui si può tracannare l’impossibile e a me mi tocca sì e no un “ginfizz” che mi fa anche schifo …..) e soprattutto  a “lumare” i pupi , che per converso sapendo di questa abitudine femminile , e tra l’altro liberi dall’assillo della propria ragazza ( per chi ce l’ha…) , sciamano anch’essi  verso gli stessi lidi , ma tra maschietti …..per cui non è neanche remota la possibilità che qualcuno incontri il proprio/a  partner nello stesso posto , magari mentre appunto ci sta provando con qualcun’altra /o !

Uno di questi  venerdì ero in coppia con Gianni , uno dei “tecnici” da me preferiti , in quanto  praticamente single ,  dall’aspetto da bel tenebroso , dagli atteggiamenti eleganti , e dalla battuta facile …. il che lo rendeva estremamente adatto all’”acchiappo”  e io mi accontentavo , stando al suo fianco , di fargli da spalla e in caso appunto di abbordaggio , di intrattenere l’amica dell ‘ “acchiappata” . Dunque quel venerdì , a fine riunione , mi dice “ Carlo , andiamo al “Piccadilly” che lì ci aspetta “Bronx” che deve dirmi una cosa importante” ……    Ora c’è da dire che costui , il cui vero nome è Sergio , è un gran bel ragazzo , di aspetto piacente e di impatto notevole (ricorda Il paul Newman degli anni d’oro) ,  ma purtroppo ostacolato nei rapporti interpersonali  da una notevole scontrosità , condita oltretutto da un linguaggio estremamente “diretto”   , da cui quel soprannome  totalmente azzeccato!  Conoscendo il suo livello problematico nell’ imbastire rapporti improntati alla civile convivenza con l’altro sesso , mi sono detto che la serata sarebbe stata difficile , ma mi sono adeguato con rassegnazione , dal momento  che avevamo come sempre una sola auto e quindi eravamo comunque  legati per il ritorno a  casa .

Arriviamo così al “Piccadilly” , appunto una “disco-pub”  , abbastanza elegante e non frequentata dai “cagiaroni”  under20 , dove si manda della buona musica non invadente e costituita da due saloni : da una parte  la sala bar con tavolinetti e divanetti , dove si può anche scambiare quattro chiacchiere ….. e , di là , oltre  una grossa tenda rossa , c’è una pista da ballo circolare , con attorno ancora divanetti e puff, dove gli amanti dell’esibizione corporea  riprendono fiato tra un esercizio e l’atro .  Inoltre il locale ha due pregi : una scelta di  una decina di qualità di birre alla spina , tutte peraltro ottime ,  e la presenza dietro il bancone di  un barman simpaticissimo , grande intenditore di musica e di tutto ciò che sia liquido da trangugiare,  e di un paio di “cameriere” ventenni tutte da vedere , abbigliate con top scollatissimi e gonnellini mozzafiato , che quando ti portano la roba al tavolo , e si chinano per posarla …..beh , se sei  sul davanti rischi l’arresto cardiaco…. e se sei alle loro spalle  rischi l’arresto giudiziario su due piedi  ….. Bronx è già lì   , seduto al banco  e anche noi prendiamo posto sugli sgabelloni   , come si addice agli habitués,  che alternano battute con il barman a occhiate palesemente ammiccanti in sala …..e così facciamo noi . E fin da subito , mentre loro due si mettono a parlare fitto , io adocchio un trio di squinzie , che occupano un paio di divanetti  a metà sala , a 7-8 metri da noi , con davanti tre alti calici di birra e piattini di snacks vari , e intente alle confidenze private ma attente a  presenze e movimenti attorno .  Mi rigiro sul bancone a prendere la mia “rossa”  e ammicco a Gianni  , facendo segno di prestare attenzione al centro-sala ….lui si volta e continuando a parlare , prende atto , si rigira e mi fa l’occhiolino  e alzando le tre dita della mano , indica il dito al centro attribuendolo a sé:  il maledetto ha già ipotecato la più carina ….ma per me è ok ….”ubi maior, minor cessat” …… Le tre , certamente non delle sprovvedute , si sono subito rese conto di essere state inquadrate da dei “gentlemen” trentenni , piacerecci , gaudenti, e dotati di giusta esperienza   e capacità di farle divertire …… Dopo una ventina di minuti passati da entrambi gli schieramenti  in un logorante ammicco , mi distolgo , riammicco , sorrisino , mi volto dall’altra parte , poi risorrido , e guardo attraverso il bicchiere , e parlo all’orecchio della vicina , e riammicco , e mi fingo sdegnata , e intanto metto bene in vista le cosce scoperte , e scuoto i capelli e risorrido ……..dopo questo lungo travaglio di mosse e contromosse  ,  d’improvviso si alza , proprio lei , quella di centro , biondina e carinissima , e tenendo il bicchiere in mano , per darsi sicurezza e baldanzosità , ancheggia verso di noi , e aprendo il più seducente dei sorrisi , si rivolge a Sergio  proponendogli  un “ mi faresti ballare?”  ……..lui , il Bronx fatto persona , appoggiati   i gomiti all’indietro  sul bancone, la squadra da capo a piedi , e soffermandosi un po’ di più ad altezza polmonare , con assoluta non-chalance risponde :” dolcezza …. che ballare e ballare …. qui trent’anni  abbiamo  e  scopare bisogna ! …”   Lei  è rimasta qualche secondo , immobile , come facesse fatica a realizzare , per un attimo ho temuto che avrebbe scaraventato il bicchiere su quella faccia di bronzo , invece ho visto comparire una smorfia sull’angolo delle labbra , credo volesse piangere , ha spostato lo sguardo prima su Gianni , che si è accasciato sul bancone , scosso dai sussulti delle risa , poi su di me , che ho fatto spallucce , come a dire “scusami se siamo qui con un DEFICIENTE!”  ….si è voltata , ha riraggiunto le amichette sorridenti ed emozionate che non avevano capito niente  e speravano già in una serata simpatica e senza implicazioni impegnative , le ha rapidamente ragguagliate e invitatele ad alzarsi , sono andate via , quasi di corsa , senza neanche degnarci di uno sguardo , di una  smorfia , di un vaffan ……

Ci siamo rigirati tutti e tre verso il bancone , ognuno ha ripreso la sua birra , e della cosa non si è parlato più …..ma certamente quella è stata la mia ultima serata in un locale pubblico in compagnia del Bronx ! …..pluff….plufff…..plufffffff…..

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